Diritto alla Salute e libertà terapeutica

Scritto da: Silvia Demma

Aggiornato al: 12/01/2017

Il punto della situazione

In prossimità del referendum sulla riforma costituzionale, che interviene nuovamente sul diritto alla salute (Titolo V, art. 117) è utile riflettere su quali siano le sfide sul tavolo. Sull’elaborazione delle politiche sanitarie incide infatti una pluralità di fattori – epidemiologici, tecnologici, economici, culturali – che faticano a trovare una sintesi coerente in un contesto di molteplici fonti normative (Unione Europea, Stato, Regioni).

Il federalismo sanitario introdotto con la precedente riforma ha semmai esaltato le differenze tra le Regioni: l’idea di Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti su tutto il territorio nazionale (L. Cost. 3/2001, art. 3, c. 1, m) è rimasta sulla carta. La creazione di 21 Servizi Sanitari regionali ha moltiplicato i tavoli di trattativa, inclusi quelli tra Regioni per affrontare la mobilità sanitaria, che le pone in concorrenza tra loro. Al riguardo, il fatto che si parli diun giro d’affari nel quale ha un peso significativo la sanità privata in convenzione, pone per contrasto la domanda sul gradoeffettivo di libertà goduto dai cittadini nella scelta sul luogo di cura (l. 833/78, art. 19), se l’offerta sanitaria della regione di residenza è carente o se non si sia di fronte ad un’altra forma di discriminazione in base al reddito e all’istruzione che incide anche sulla salute.


Tab. 1: Donne e uomini più istruiti sono più longevi. In tutti gli Stati presi in esame, titolo di studio e reddito elevati corrispondono a più anni di vita. Si evidenzia quanto incide la scolarità – laurea vs/scuola d’obbligo - sull’aspettativa di vita dei trentenni. Dati 2012

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Fonte: OECD

In quest’ottica, e tenendo presente che la povertà relativa in Italia continua a crescere (nel 2015 il numero di persone in condizione di povertà relativa è salito a 8.370.000, pari al 13,7% dei residenti, rispetto al 12,9% del 2014)(1), il previsto ricorso alla compartecipazione alla spesa (ticket) nei nuovi Lea(2) desta allarme, visto l’incremento già registrato del 26% dal 2008 al 2014(3).

Tab. 2: Povertà in Italia

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(Legenda: la linea standard corrisponde alla soglia povertà relativa, pari a € 1.050,95/mese di spese per una famiglia di due persone) Fonte: Istat

La riforma costituzionale potrebbe forse invertire la rotta rispetto alle differenze registrate, ma non mancano voci critiche, che sottolineano il mancato il mancato riferimento esplicito al diritto alla salute e il fatto che la programmazione e l’organizzazione dei servizi sanitari continuerebbero a far capo alle Regioni.


Tab. 3: Punteggio raggiunto dalle Regioni nell’applicazione dei Lea, anni 2013 (ufficiale) e 2014 (contestato da alcune Regioni, ufficioso)

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(Legenda: soglia 160 – Regione Adempiente con impegno su alcuni indicatori, <130 – regione in situazione critica) fonte: sanità 24, il sole 24 ore, 12>

A prescindere dall’esito referendario e dai suoi eventuali riflessi sulle politiche sanitarie, rimane sul campo l’applicazione dei Lea aggiornati, approvati in Conferenza Stato Regioni il 7 settembre: di nuovo, la sua natura di diritto finanziariamente condizionato sottopone la salute ai vincoli di bilancio. L’entusiasmo per i nuovi Lea, pur in vista di stanziamenti più corposi sarà subito messo alla prova.

Tab. 4: Speranza di vita alla nascita per sesso, anni 1961 – 2065

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Fonte: Istat

A meno di non credere davvero che la longevità italiana sia solo merito del rosmarino, dell’alimentazione o del genoma -su cui si svolgono ricerche che generano anche guadagni- per continuare a vedere anziani che sorridono pimpanti dai giornali esteri occorre mantenere solido il SSN, applicazione del diritto alla salute in Costituzione.

Le previsioni demografiche impongono di promuovere la prevenzione, per la quale si è speso per anni meno di quel 5% previsto, e di rimodulare l’assistenza.

Poiché anche i medici invecchiano e vanno in pensione, dopo i temuti effetti del blocco del turn over, è all’orizzonte il drastico assottigliamento delle fila dei medici di famiglia.

Tab. 5: Andamento della ripartizione della spesa sanitaria, anni 2008-2013.

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(Legenda: Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro corrisponde a prevenzione. Nel periodo, era prevista la ripartizione: 5%, prevenzione; 51%, assistenza distrettuale; 44%, assistenza ospedaliera). Fonte: Agenas

Se per i medici ospedalieri si prospettano nuove assunzioni(4), il problema rischia di essere di più difficile soluzione per i medici di famiglia: a causa degli scarsi investimenti per la formazione, demandata per questo ambito alle Regioni, le future nuove leve risultano assottigliate.

Tenendo sempre a mente che ogni Regione fa storia a sé e che nel settore sanità i dati sono resi disponibili al pubblico con tempi dilatati, di seguito si offre un quadro della situazione attuale. La prospettiva è quella dei luoghi, quasi a seguire la vita quotidiana dei cittadini, nel tentativo di mettere in risalto i problemi nell’esercizio del diritto alla salute e le prospettive future.

Quanto alla libertà terapeutica, nel convulso clima politico attuale, rimangono nel limbo le norme capaci di rinfocolare battaglie di posizione tra gli schieramenti, quali la legge sul fine vita e sulla liberalizzazione dell’uso della cannabis.


I luoghi della salute: in farmacia

In attesa del varo del ddl 2085 sulla concorrenza (l’esame in Aula del Senato, in calendario la prima settimana di ottobre 2016, è slittato)(5) che forse rinfoltirà le farmacie – ora la media è di una ogni 3.340 abitanti – e che ha alimentato le speranze di consumatori, la vera questione è un’altra.

Tab. 6: Farmaci senza ricetta, volumi di vendite e fatturato, con variazioni rispetto al periodo precedente di riferimento

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Fonte: Sole 24 Ore, 3/05/2016

Questa spesa (€ 658,393 mil.) grava interamente sui cittadini (salvo la quota eventualmente posta in detrazione fiscale) è relativa ai c.d. farmaci da banco (OTC) e senza prescrizione (SP) come antipiretici e antidolorifici. Altrettanto, gravano sui cittadini i ticket sulla ricetta e la differenza dal costo del farmaco equivalente (farmaco con medesima molecola attiva rispetto a quello con brevetto scaduto), piuttosto elevata. È possibile supporre che su quest’ultima voce incida ancora una certa diffidenza per il farmaco generico, ma non è da escludere che intervengano sulla scelta di acquisto anche altri fattori (eccipienti, tempi di rilascio). In ogni caso, le voci di spesa corrispondenti sono in calo.

Tab. 7: Spesa per farmaci dispensati dal SSN

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Dati Aifa, riferiti ai primi 5 mesi dei due anni a confronto

In assoluta controtendenza sono invece i farmaci c.d. a distribuzione diretta (dispensati in ospedale, DD; in farmacia, DPC). Nella voce rientrano i farmaci utili ad assicurare continuità terapeutica ospedale-territorio, ma anche e soprattutto i c.d. farmaci innovativi. In proposito è eclatante il caso nuovi farmaci antivirali per l'epatite C, il cui prezzo elevatissimo pare legato alla mera logica del profitto più che dai costi di ricerca e sviluppo. Le trattative tra l’Aifa e la casa produttrice per il rinnovo del contratto di fornitura, dopo il primo contratto confidenziale da € 750.000 per il trattamento di 50.000 pazienti si sono concluse solo il 30 settembre e «consentirà di trattare il più grande numero di pazienti in Europa». Tuttavia, permane il problema di coniugare la sostenibilità della spesa col principio dell’accesso alla cure per tutti i malati. Se nel caso di questi farmaci si inizia a parlare apertamente di emergenza nazionale di sanità pubblica come strategia per aggirare le normative sui brevetti, diverso è il discorso per molti altri farmaci ugualmente a distribuzione diretta. Ad esempio, i criteri dell’equivalenza terapeutica contenuti nella determinazione Aifa 458/16 per le aste d’acquisto regionali hanno evidenziato che la logica del risparmio si può tradurre nel rischio per il paziente di pagare di tasca propria le cure. Dopo le veementi proteste dei medici Fimng, la determina è stata sospesa, ma rimane il problema di come contenere la spesa farmaceutica complessiva ed assicurare il regolare rifornimento. Alcuni rimedi suggeriti – il corretto confezionamento dei farmaci, ad esempio – nella loro banalità evidenziano quanto sia ancora possibile fare per contrastare fenomeni distorsivi del mercato.

Per concludere, segnaliamo l’aggiornamento sulla sperimentazione avviata dall’Istituto farmaceutico militare di Firenze per la coltivazione di cannabis terapeutica, avviata per sostituire almeno una quota delle importazioni dall’Olanda. La prima produzione è stata di 50 kg. e se supererà gli opportuni controlli di qualità dovrebbe iniziare ad essere distribuita ai pazienti a novembre, confezionata secondo le indicazioni terapeutiche.

I luoghi della salute: in ospedale

Sono ancora vivide le immagini dei crolli in due ospedali provocati dal terremoto nelle Marche il 24 agosto. Quanto sono sicuri gli ospedali? A distanza di 16 anni dall’emanazione delle «Raccomandazioni per il miglioramento della sicurezza sismica e della funzionalità degli ospedali» pare che rimanga ancora molto da fare. Considerato che «Secondo uno studio commissionato dall’ex Ministro Veronesi nel 2001, su circa 1000 presidi, risulta che circa il 65% è stato costruito prima del 1970 (di cui il 15% prima del 1900 e il 20% tra il 1900 e il 1940), il 20% tra il 1971 e 1990 e solamente il 15% dal 1991 al 2001»(6) sorge un altro quesito: in quante di queste strutture è presente l’amianto, in passato largamente utilizzato in edilizia? Osservando la mappatura di tutti i siti contaminati – non solo delle strutture pubbliche - del Ministero dell’Ambiente, pare che solo alcune Regioni siano particolarmente afflitte dal problema. In ogni caso, va registrata l’istituzione del Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto per gli edifici pubblici, con una dotazione di €17.5 milioni su tre anni (l. 221/2015), un passo verso la soluzione.

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L’ambito nel quale invece pare essere stata trovata la soluzione è quello dei trapianti. Sono oltre 9000(7), tra adulti e bambini, quanti attendono di affrontare un intervento che può loro salvare la vita o sottrarli – nel caso del trapianto di rene - a terapie vincolanti, come la dialisi che prevede più cicli di diverse ore la settimana. Dietro ogni trapianto esistono uno stuolo di competenze di alto livello, strutture attrezzate, reti logistiche cui è richiesto di essere in grado di attivarsi H/24. Solo una minima quota di questi interventi può essere infatti programmata, con donazione da vivente. In genere è necessario un donatore in stato di morte cerebrale, cui evidentemente non si può in quel momento chiedere quale sia la sua volontà. Il legislatore (L. 91/99) era giunto a prospettare il principio del silenzio-assenso alla donazione (art. 4, comma 1), ma continuano ad essere applicate le Disposizioni transitorie delineate all’art. 23 della medesima legge secondo cui il soggetto deve esplicitare la propria volontà. Negli anni al numero di consensi alla donazione registrato nella banca dati del Sistema Informativo Trapianti (SIT) ha contribuito in misura preponderante l’Aido(8), sebbene anche le Asl(9),(10) fossero state coinvolte. È, in effetti, possibile esplicitare la propria volontà anche con il tesserino blu(11) da tenere con sé, ma è piuttosto evidente che in situazioni così complesse per gli operatori sanitari sarebbe più agevole consultare la banca dati SIT. Accade così che, in mancanza di un qualche documento sottoscritto dal potenziale donatore, il peso della decisione sia lasciato ai suoi famigliari, in un momento di altissimo stress emotivo.

Il cambio di marcia si prospetta all’orizzonte con il Mille Proroghe 2009 (D. L. 30/12/2009, n. 194, art. 3, comma 8 bis, conv. L. 26/02/2010, n. 25) che prevede che la scelta possa essere riportata anche sulla carta d’identità. Pochi mesi dopo la Regione Umbria avvia il progetto pilota per introdurre nelle procedure dell’Anagrafe la rilevazione del dato e la trasmissione al SIT. Ad aprile 2012 il sistema è Pare davvero l’uovo di Colombo: in Anagrafe, per la carta d’identità, prima o poi ci passano tutti. Bisogna però attendere il Decreto del Fare collaudato con risultati molto positivi e ampiamente documentati(12). del 2013 (D.L. 21/06/2013, n. 69, conv. L. 09/08/2013, n. 98, art. 43, comma 1) per aggiungere il tassello mancante: «I Comuni, trasmettono i dati relativi al consenso o al diniego alla donazione degli organi al Sistema informativo trapianti». A distanza di tre anni, i risultati sono da considerare positivi se raffrontati con quelli raggiunti dalle Asl, anche grazie alla massa di materiali resa disponibile dal Ministero(13), incluso l’esempio di Delibera di Giunta. Tra gli assenti all’iniziativa Una scelta in Comune, spiccano la totalità dei centri del Friuli Venezia Giulia, alcuni capoluoghi sede di centri di trapianto come Torino, Padova, Treviso e il tardato avvio a Milano (11/01/2016)(14) e Napoli (05/08/2016)(15). Tralasciando l’abitudine ancora radicata al sensazionalismo dei media(16), rimane da chiedersi come mai sia stato necessario coinvolgere il Ministero degli Interni e i Comuni cui fa capo il rilascio della carta d’identità (TULPS, art. 3), quando in teoria ci dovrebbe essere il Fascicolo Sanitario Elettronico. Problemi di varia natura hanno fino ad oggi però rallentato il processo. Con il DPCM 178 del 29/09/2015 (Regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico) e l’aggiornamento delle specifiche tecniche di interoperabilità(17) tra le Regioni di inizio agosto sono però stai fatti alcuni passi significativi avanti(18). Il cauto ottimismo si scontra con l’esperienza della rinviata dematerializzazione nella PA che sarebbe dovuta scattare il 12 agosto 2106(19), secondo quanto previsto dal DPCM 13/11/2014 (art. 17, c. 2) in applicazione del Codice dell'amministrazione digitale (D. Lgs. 82/2005)(20).

Tab. 8: Problemi segnalati al Tribunale per i diritti del malato

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Fonte: Cittadinanzattiva - Rapporto PiT Salute 2015

È legato all’informatizzazione dei servizi anche l’ambito delle prestazioni specialistiche, nota dolente per molti cittadini sia per i costi, sia per le lunghe liste d’attesa. Il dato relativo ai metodi utilizzati per registrare le prenotazioni delle prestazioni intra-moenia – rilevazione del 2014 – rileva ancora l’uso dell’agenda cartacea (del professionista o della struttura) nel 12% dei casi, con la punta massima registrata dal Molise (100%).

Se si volge lo sguardo, invece, ai fatti di cronaca, uno su tutti richiama l’attenzione, perché propone in modo drammatico il tema dell’integrazione culturale, anche in campo sanitario. È il caso dei due bambini ricoverati – uno è morto - a Torino tra fine maggio e giugno, per l’infezione successiva alla circoncisione rituale casalinga. Già nel 1998 il Comitato di Bioetica si era espresso in materia(21) e nel 2013 un convegno La circoncisione tra bioetica e dovere religioso(22) organizzato a Padova da Fnomceo e Associazione Medica Ebraica Italia ha ricordato – caso mai servisse - che la pratica non è diffusa solo tra i musulmani. Il problema, semmai, è quello di trovare soluzioni che consentano agli immigrati di vedere accolta la propria cultura anche in ambito sanitario. In questo senso, la soluzione prospettata dalla Regione Piemonte(23) pare interessante: da un lato è riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza ai sanitari che, per motivi etici, non intendono praticare circoncisioni se non necessario dal punto di vista medico(24) e dall’altro si offre la possibilità di celebrare il rito con l’intervento di un professionista, in ambiente sanitario e sicuro, pagando un ticket. La sfida è da un lato di diffondere adeguatamente l’informazione tra i genitori immigrati e dall’altro la formazione tra gli operatori sanitari all’approccio multiculturale.

I luoghi della salute: a casa, al lavoro, per strada, a scuola

Sono questi i luoghi della prevenzione o, meglio, dove le condizioni di vita e le politiche, non solo sanitarie, di lungo periodo manifestano i propri effetti. In questo senso va colta l’importanza, ad esempio, delle misure volte a contenere l’inquinamento. L’incidenza dei tumori protratta nel tempo ed estesa a tutta la popolazione a Taranto e Casale Monferrato (Al), in entrambi i casi correlata alla presenza di siti produttivi, evidenzia, tra gli altri, il dilemma tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Peraltro, il numero di morti sul lavoro rilevati dall’Inail si mantiene al di sopra dei tre al giorno.

Tab. 9: Infortuni mortali denunciati

Anno
2011
2012
2013
2014
2015
Infortuni mortali
1395
1355
1235
1152
1246

Fonte: Inail

Un ruolo importante è svolto dalla scuola, dove possono essere appresi stili di vita utili a mantenersi sani: il programma di rilevazione dell’obesità infantile Okkio alla salute ne è un esempio. A scuola si potrebbe anche insegnare educazione sessuale, così come proposto da Rocco Siffredi(25), con esiti forse migliori - dal punto di vista della prevenzione – della campagna del Fertility Day.

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Giungiamo infine a casa, non tanto come luogo fisico, ma come luogo nel quale si concentrano e talvolta esplodono le difficoltà e le contraddizioni della struttura a tutela della salute. Negli anni, non è stato solo il sistema sanitario a cambiare, ma la famiglia: al censimento del 2011 i nuclei composti al massimo da due persone erano il 58.3% del totale. La presenza massiccia delle badanti (si stima siano oltre 800.000) dà la misura di quanto intenso sia il bisogno di ripensare il modello di cura e di assistenza a domicilio. Va peraltro ricordato che l’Istat riporta per il 2015 questi dati: gli ultrasessantacinquenni sono il 22% del totale, percentuale destinata a crescere ancora, dato che già i baby-boomers sono stati poco prolifici (nel 2015 il numero medio di figli per donna era di 1,34). La transizione verso nuovi modelli di assistenza, come la medicina di iniziativa e di continuità assistenziale sperimentata da tempo in alcune Regioni pare rispondere a questo bisogno.

A casa, infine, vengono prese le decisioni cruciali sulla salute e non è così agevole stabilire il confine della libertà di scelta quando sono coinvolti dei minori. Da tempo, ad esempio, è stata di fatto lasciata ai genitori la scelta sulle vaccinazioni, con l’esito che la copertura è progressivamente scesa per arrivare al di sotto della soglia critica del 95% in diverse Regioni(26). Per affrontare il problema, in Emilia Romagna è stata scelta la strada di introdurre l’obbligo vaccinale per accedere ai servizi educativi per la prima infanzia, soluzione presente nel progetto di legge regionale presentato a luglio. Viene da chiedersi, però, se e quanto i pediatri informino adeguatamente i genitori, soprattutto sull’infondatezza della correlazione vaccini-autismo. Viene da ipotizzare che almeno in parte debba essere rimodulato il rapporto tra pediatra e genitori, anche per quanto riguarda le scelte alimentari(27), se si si ha a mente la tutela della salute e si considera non solo il diffondersi della scelta vegana, ma anche il problema dell’obesità infantile.

Altre sono invece le questioni che solleva il caso della morte della ragazza prossima alla maggiore età che ha preferito alla chemioterapia il metodo Hamer per curare la leucemia. Da alcune ricostruzioni giornalistiche, pare che il Tribunale per i Minorenni(28) coinvolto abbia riconosciuto alla giovane la libertà di scelta. Non si tratta di un caso isolato: il numero di pazienti oncologici morti per aver optato per la cura Hamer pare destinato a salire(29). È, per esempio, è emersa la storia della signora torinese affetta invece da melanoma, che ha scelto trattamenti alternativi ed è infine morta. La terapeuta, medico, cui si a lungo si è affidata dovrà affrontare il processo previsto per il luglio 2017(30) e solo in fase dibattimentale emergeranno chiaramente, si spera i contorni della sua eventuale responsabilità. Il tema è, in ogni caso, etico per quei medici che propongono metodi di cura non validati scientificamente. Sorge però la domanda se siano sufficienti gli interventi sanzionatori degli Ordini dei Medici o se questi casi estremi non rappresentino la spia di crepe, che andrebbero indagate e affrontate, nella fiducia nelle terapie tradizionali.

Storie di dipendenze a confronto: cannabis e gioco d’azzardo

«Alcol e droga sono una piaga. Non diciamo solo no alla liberalizzazione della cannabis, diciamo no a tutte le dipendenze: droga, alcol, gioco». Così twitta la ministra Lorenzin, il 24 luglio, quando per pochi minuti la proposta di legge 2015 Norme per la legalizzazione della coltivazione e del commercio della cannabis e dei suoi derivati ha fatto capolino nell’aula della Camera, per essere subito rinviata.

Accomunare la cannabis al gioco è una scelta della Ministra, che però consente il confronto. La cannabis può avere anche degli effetti terapeutici – riconosciuti al punto da impegnare lo Stabilimento farmaceutico militare – mentre risulta arduo immaginare una funzione simile per il gioco, soprattutto davanti ad una macchinetta.

Non è certo la sede per disquisire su quanto sia innocua o meno la cannabis, ma non pare rappresentare un’emergenza sociale altrettanto grave quanto il gioco. Secondo l’Assessora veneta Lanzarin: «Il fatturato supera gli 88 miliardi di euro, la spesa media per i 17 milioni di giocatori si aggira sui 5 mila euro l’anno. Ma, come in tutte le statistiche, il valore medio nasconde le vere emergenze, cioè i giocatori compulsivi (almeno 2 milioni) che scommettono (e perdono) decine se non centinaia di migliaia di euro l’anno, mandando in rovina se stessi, famiglie e aziende»(31). Anche come fatturati siamo distanti: secondo le stime dell’Istat(32), la cannabis frutterebbe solo circa 3 miliardi di euro. E, infatti, tra le ragioni che spingono a richiedere la legalizzazione della cannabis c’è anche l’intento a sottrarre la sua commercializzazione alla criminalità.

Ad ulteriore prova della gravità del fenomeno delle ludopatie, c’è lo stanziamento di 50 milioni di euro per il 2016 per gli interventi terapeutici. Tutto questo grazie al proliferare di macchinette, giochi on-line, lotterie e gratta e vinci che è iniziato pochi anni fa, dalla trasformazione dei monopoli nel 1988 e con l’ingresso in questo mercato di più concessionari nel 2006. Un mercato enorme, da cui traggono profitti i piccoli esercenti dei locali commerciali, i concessionari e lo Stato: nel 2015 l’erario ha incassato 8,7 miliardi di euro(33).

Per arginare il fenomeno delle ludopatie, dal Presidente del Consiglio sono stati annunciati dei provvedimenti tesi a ridurre orari e licenze(34). Sarebbe interessante approdassero insieme alla proposta sulla cannabis per la discussione alla Camera.

Note

(1) - Istat, La Povertà in Italia Anno 2015, 14/07/2016

(2) - Ministero della Salute, Dir. Gen. della Programmazione Sanitaria, Relazione tecnica, Quadro di riferimento per la valutazione di impatto dello schema di DPCM, p. 22, pubblicato da Sos Sanità, http://www.sossanita.it/doc/2016_09_LEA-RELAZ-TECNICA-bozza.pdf

(3) - Agenas, Andamento spesa sanitaria nazionale e regionale 2008 – 2014, 27/05/2015

(4) - http://www.lastampa.it/2016/09/06/economia/lo-stato-vuole-assumere-si-parte-con-tremila-medici-W06h5ZChph2NVLccarfKMI/pagina.html

(5) - La richiesta delle parafarmacie di poter accedere al mercato dei farmaci in fascia C (farmaci non mutuabili con obbligo di ricetta) non ha trovato fino ad ora accoglimento. La 10ª Commissione permanente Senato, ha invece approvato (12/07/2016) l’emendamento 48.100 che consente l’ingresso delle società di capitali, anche se ogni singola catena non potrà controllare, direttamente o indirettamente, più del 20% delle farmacie esistenti in ogni regione.

(6) - Vulnerabilità sismica delle strutture sanitarie, relazione presentata dal Capo del Dipartimento della Protezione civile Bertolaso alla Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, 9/06/2009

(7) - Il numero di richiedenti e di potenziali donatori è aggiornato in tempo reale. https://trapianti.sanita.it/statistiche/

(8) - http://www.aido.it/faq

(9) - DM 8 Aprile 2000 attuativo della L.91/99

(10) - http://www.trapianti.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_35_allegato.pdf

(11) - http://www.trapianti.salute.gov.it/imgs/C_17_cntPagine_5_listaFile_itemName_0_file.pdf

(12) - http://www.ccm-network.it/progetto.jsp?id=node/1276&idP=740 http://www.ccm-network.it/documenti_Ccm/programmi_e_progetti/2010/strategici/donazione-organi-Umbria/rapporto-finale.pdf

(13) - http://www.trapianti.salute.gov.it/cnt/cntDettaglioMenu.jsp?id=222&area=cnt-generale&menu=menuPrincipale&sotmenu=donazione&label=mpdv

(14) - Dichiarazioni registrate dal Comune, dati al 3 settembre 2016 – Milano: 22197, di cui 19264 favorevoli, fonte: https://trapianti.sanita.it/statistiche/PEdichdett_030.asp

(15) - Napoli, medesima data: 170 dichiarazioni, di cui 122 favorevoli, fonte: SIT, https://trapianti.sanita.it/statistiche/PEdichdett_150.asp

(16) - http://www.lastampa.it/2016/09/07/italia/cronache/esce-dal-coma-dopo-anni-i-medici-evento-rarissimo-yKS4XC32poWkR4GUZzgPOO/pagina.html

(17) - http://www.agid.gov.it/notizie/2016/08/02/fascicolo-sanitario-elettronico-aggiornate-specifiche-tecniche-interoperabilita

(18) - Per una sommaria vista d’insieme della complessità del processo: http://www.agid.gov.it/sites/default/files/presentazioni/agid_cnr_fse_forumpa_seminario.pdf

(19) - http://www.lastampa.it/2016/08/01/italia/politica/la-fine-delle-scartoffie-dal-agosto-stop-alle-pratiche-di-carta-jOz9xtdj02AbT90kwlxHQN/pagina.html

(20) - Qui le anticipazioni dei contenuti del D. Lgs. 179/2016: http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/08/10/news/ecco_il_codice_dell_amministrazione_digitale_il_rapporto_tra_pa_e_cittadino_passa_su_internet-145750309/

(21) - Comitato nazionale per la bioetica, I Pareri del Comitato, La circoncisione: Profili bioetici, 25 settembre 1998, http://presidenza.governo.it/bioetica/testi/250998.html

(22) - https://portale.fnomceo.it/fnomceo/showArticolo.2puntOT?id=99572

(23) - http://www.islamtorino.it/circoncisione-piemonte/

(24) - http://www.lastampa.it/2016/06/11/cronaca/i-medici-non-sono-obbligati-a-fare-la-circoncisione-NckwOpSebujWAbKtwuEkTK/pagina.html

(25) - http://www.lastampa.it/2015/12/22/societa/educazione-sessuale-nelle-scuole-rocco-siffredi-ci-mette-la-faccia-e-lesperienza-2PPNmvGOKAqQwURaLHySJM/pagina.html

(26) - Dati Osservasalute 2015

(27) - http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/06/29/ASfaFxID-malnutrizione_pericolo_gaslini.shtml

(28) - http://www.huffingtonpost.it/2016/09/01/morte-eleonora-parere-dottor-andrea-biondi_n_11817236.html

(29) - http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/04/05/news/_rifiutarono_le_cure_altri_due_morti_a_torino_tra_i_seguaci_di_hamer-136928243/

(30) - http://www.lastampa.it/2016/07/14/cronaca/rinviata-a-giudizio-la-durando-cur-con-le-tecniche-di-hamer-una-paziente-col-melanoma-vg41HnY2qkBgnfrk16RrUL/pagina.html

(31) - http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=42320

(32) - http://www.istat.it/it/files/2014/10/A-AUDIZIONE_8_OTTOBRE_ILLEGALITA_finale.pdf?title=L%E2%80%99economia+illegale+nei+conti+nazionali+-+10%2Fott%2F2014+-+Testo+integrale.pdf

(33) - http://www.regioni.it/newsletter/n-2935/del-05-05-2016/slitta-intesa-sui-giochi-ma-prosegue-confronto-governo-regioni-15213/

(34) - http://www.corriere.it/economia/16_settembre_05/niente-slot-machine-bar-tabaccherie-251dbaaa-7398-11e6-8697-4ca4df3f7e63.shtml