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Istruzione

Il punto della situazione


“Da tempo le proiezioni ufficiali evidenziano una tendenza ad un rapido invecchiamento della popolazione. [..] maggiori costi per la finanza pubblica legati ai sistemi pensionistici e alle tendenze relative alle spese per l'assistenza sanitaria e l'assistenza a lungo termine, che sono solo in parte compensate dai minori esborsi per l'istruzione legati al calo delle nascite(1) .

Riprende la marcia di disinvestimento nel sistema di istruzione pubblica. La politica di riduzione dei finanziamenti alla scuola era stata interrotta in modo eccezionale durante i due anni di emergenza Covid-19 ma ora accelera, con il passaggio da una spesa del 4,3% del PIL nel 2020(2) al 3,4% nel 2022.

Il dimensionamento scolastico (3). La legge di bilancio 2023(4) ha previsto l’innalzamento deparametri per la costituzione delle autonomie scolastiche(5): gli attuali parametri minimi si innalzano da 600 alunni a 900/1.000 alunni. Si prevede, quindi, una nuova drastica ondata di accorpamenti fra istituti. Si tratta certamente di una norma di risparmio che ridurrà progressivamente l’organico dei dirigenti scolastici e dei DSGA e il numero complessivo delle scuole che passeranno dalle attuali 8.136 a 6.885.

Il decreto applicativo(6), prevede un impatto molto forte soprattutto sulle regioni del sud: rispetto alle 8.089 istituzioni scolastiche funzionanti nell’a.s. 23/24, prevede per il prossimo triennio un taglio di ben 780 istituzioni scolastiche di cui 628 solo nel prossimo anno: -128 in Campania, -79 in Calabria, -58 in Puglia, -42 in Sardegna, - 92 in Sicilia(7). Le regioni si oppongono all’applicazione del Decreto: Puglia, Campania, Emilia Romagna e Toscana(8) si sono rivolte alla Corte Costituzionale.

L’investimento è da sempre troppo basso(9) e la maggior parte è destinata a coprire gli stipendi del personale. La spesa in istruzione terziaria è ancora più scoraggiante. Utilizzare il criterio della diminuzione della popolazione studentesca per ridurre la spesa significa infierire su un sistema già in affanno e penalizzare le zone più in difficoltà. Il decreto sul dimensionamento scolastico segue questa logica sbagliata.

Il Sud Italia(10) è una cartina di tornasole per leggere l’impatto di queste politiche. Qui abbiamo la maggiore diminuzione della popolazione (-7,3% rispetto al +0,1% del Centro-Nord), dovuta alla riduzione del tasso di natalità, ai processi di emigrazione dei più giovani e alla minore presenza di stranieri. Una politica di riduzione del finanziamento scolastico aumenta tutti i fattori di crisi demografica, quindi di impoverimento generale. È per altro in antitesi con le linee guida del PNRR, e ancora una volta è il Sud Italia la zona che ha più bisogno e più difficoltà a partecipare ai bandi del PNRR.

Invece di pensare ad una scuola che si restringe è necessario allargare le potenzialità della scuola e i suoi confini per garantire a tutti la possibilità di accedere ai più alti gradi di istruzione, per creare cittadini capaci di leggere la complessità della realtà e per permettere al Paese di stare al passo con i grandi cambiamenti economico sociali che abbiamo di fronte. Per resistere all’inverno demografico abbiamo bisogno di investimenti strutturali e duraturi sulla scuola, sulla università e sulla ricerca. Non il contrario.


Raccomandazioni


  • Aumentare gli investimenti portandoli almeno al livello della media europea


  • Investire nella scuola per abbattere la dispersione scolastica esplicita(11) e implicita(12) (aumentata notevolmente dopo la pandemia(13)). Ridurre il numero di autonomie scolastiche impatta sulla capillarità e diffusione sul territorio del sistema scolastico, non risolve il problema delle “classi pollaio” (14).


  • Investire in edilizia scolastica(15) e nidi(16). Sicurezza, agibilità ma anche mense e scuola aperta il pomeriggio. Questo favorisce la partecipazione femminile al mondo del lavoro(17).


  • Investire in università, ricerca di base e applicata e diritto allo studio. Livelli di istruzione più elevati sono associata direttamente ai tassi di occupazione e all’innalzamento dei redditi e della produttività degli occupati, diminuendo così emigrazione verso altri bacini di studio e di lavoro. In Italia abbiamo pochissimi laureati (nel 2021 il 28,3 %,(18) media UE del 41,2 % )(19) e il saldo migratorio di laureati è negativo e in peggioramento(20).


  • Istruzione e formazione lungo l’arco della vita e politiche che guardino ai NEET(21).



Note


(1) - DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2022 - SEZ. I PROGRAMMA DI STABILITÀ P.100 https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf

(2) - Education and Training Monitor 2022 https://op.europa.eu/webpub/eac/education-and-training-monitor-2022/it/country-reports/italy.html#5-vocational-education

(3) - Decreto-legge del 30/04/2022 n. 36 - Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) . art 44 comma 5 https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&id={149C2299-9814-4542-91AF-FDE70A903354}&codiceOrdinamento=200004400000000&articolo=Articolo%2044

(4) - Legge di bilancio 2023 Legge 29 dicembre 2022, n. 197 comma 557 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/12/29/22G00211/sg

(5) - Dimensionamento autonomia scolastica, legislazione D.L. 112/2008, e suo piano attuativo. Art. 19 del D.L. 98/2011, convertito dalla legge 111/2011.

(6) - Decreto interministeriale n. 127 del 30 giugno 2023 https://m.flcgil.it/leggi-normative/documenti/decreti-interministeriali/decreto-interministeriale-127-del-30-giugno-2023-definizione-contingente-organico-dirigenti-scolastici-e-dsga.flc

(7) - Dimensionamento rete scolastica - stime https://m.flcgil.it/scuola/dimensionamento-rete-scolastica-e-organici-dirigenti-scolastici-2024-25-il-decreto-fantasma.flc

(8) - Toscana: le norme sul dimensionamento ledono le competenze regionali in materia di istruzione e autonomia scolastica. La Toscana con una delibera regionale ha bloccato la riduzione di 15 istituti scolastici prevista dal decreto interministeriale. Alt della Toscana al piano di dimensionamento scolastico del Governo https://www.ilsole24ore.com/art/alt-toscana-piano-dimensionamento-scolastico-governo-AFj1tGr

(9) - Nel 2023 3,4% del PIL contro il 5,2% della Francia, il 4,6% della Spagna e il 4,5% della Germania e in generale della media dei paesi Ue27 del 4,8%.

(10) - La situazione più grave si produce nel sud Italia, dove corpo docenti e dirigenti scolastici cercano di spiegare le ragioni della loro opposizione agli accorpamenti. Ben argomentate la lettera indirizzata dal collegio docenti dell’ Istituto Comprensivo Statale “Giuliana Saladino” di Palermo Piano di dimensionamento delle scuole 2024/25, gli organi collegiali si mobilitano: evitano il confronto con le scuole e i Dirigenti https://www.orizzontescuola.it/piano-di-dimensionamento-delle-scuole-2024-25-gli-organi-collegiali-si-mobilitano-evitano-il-confronto-con-le-scuole-e-i-dirigenti/

(11) - Giovani 18-24enni che hanno abbandonato gli studi prima di conseguire un diploma di scuola secondaria superiore

(12) - Studenti che conseguono il diploma ma non raggiungono i traguardi di competenza previsti entro l’intero percorso dei 13 anni di scuola.

(13) - ISTAT Rapporto annuale 2023 – la situazione del Paese https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2023/Rapporto-Annuale-2023.pdf

(14) - Vedi PNRR investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” 1.4 PNRR che prevede tutoraggi personalizzati.

(15) - PNRR Investimento 3.3: “Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole”

(16) - PNRR Investimento 1.1 “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”

(17) - ISTAT Rapporto annuale 2023 – la situazione del Paese https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2023/Rapporto-Annuale-2023.pdf P.50 Asili nido ed edilizia scolastica: informazioni di contesto per il PNRR

(18) - Persone di età compresa tra 25 e 34 anni in possesso di un diploma di istruzione terziaria

(19) - Education and Training Monitor 2022 https://op.europa.eu/webpub/eac/education-and-training-monitor-2022/it/country-reports/italy.html#5-vocational-education

(20) - ISTAT Rapporto annuale 2023 – la situazione del Paese https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2023/Rapporto-Annuale-2023.pdf P. 102

(21) - Gli effetti del Covid-19 su NEET e ELET https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-gli-effetti-del-covid-19-su-neet-e-elet 

In aumento dopo la pandemia fino al 34,6% nel 2021 Education at a Glance 2022 OECD Indicators https://www.oecd-ilibrary.org/docserver/3cd650c9-it.pdf?expires=1697017162&id=id&accname=guest&checksum=85ACBC973E12D24550CEBFF473795CFA

Simonetta Salacone

Simonetta Salacone

(Roma 1945 - Roma 2017)
IN RICORDO DI SIMONETTA SALACONE, INSEGNANTE E DIRETTRICE RIBELLE: PORTÒ AVANTI PER DECENNI UN’IDEA DI SCUOLA DEMOCRATICA, APERTA A TUTTI E CHE MIRASSE DAVVERO A DARE UN’OPPORTUNITÀ AI BAMBINI SVANTAGGIATI

“Non è giusto, c’era ancora così tanto da fare…”

Pare furono queste le ultime parole di Simonetta Salacone sul suo letto di morte, il 26 gennaio del 2017. Aveva 73 anni, Simonetta, e un passato come insegnante e poi direttrice dell’istituto Iqbal Masih di Roma. C’era tanto da fare, per Simonetta: lei non era stata un’insegnante come le altre. Perché la scuola e l’insegnamento, per lei, non erano mai state solo una semplice fonte di reddito, un’occupazione come un'altra. Insegnare era una missione, un laboratorio, il fondamento stesso della società del domani. 

E la scuola non era quattro mura nelle quali farcire di nozioni i ragazzi ed educarli al rispetto cieco della disciplina e delle gerarchie. Ma un luogo di partecipazione, dove insegnanti, genitori e alunni possano imparare il valore dello scambio, della partecipazione, del confronto. Tutto questo in un istituto del quartiere Casilino, nella periferia romana.

Le stesse opportunità che in qualche modo le erano state negate quando, da piccola, perse il papà e scoprì improvvisamente di essere “povera”, vedendosi precluse opportunità riservate solo ai “ricchi”. Che scuola è quella che educa a differenze simili? Che scuola è quella che non dà a ciascun alunno una possibilità di sviluppare la sua personalità, i suoi interessi, le sue passioni?

Allora ecco che la sua, di scuola, alternava l’insegnamento alle feste, le cene, le raccolte fondi, le mobilitazioni contro lo sgombero di famiglie con bambini di ogni nazionalità. Gli eventi organizzati con gli alunni, dove ognuno decideva cosa fare e come farlo. Inutile dire che un atteggiamento simile la mise nel mirino delle istituzioni. Fece una strenua opposizione a tutte le riforme della scuola della seconda metà degli anni Duemila: mobilitò insegnanti, cuochi, bidelli, gli studenti e i loro genitori. E poi il caso che la fece balzare agli onori delle cronache: nel 2009 rifiutò di far rispettare il minuto di silenzio per i militari morti in Afghanistan, in netta polemica col ministro Gelmini. “Non è stata una scelta polemica ma pedagogica. In ogni caso una vera missione di pace va fatta con dottori e insegnanti non con i militari”, dirà. Questa era Simonetta Salacone.

Ci pare doveroso terminare il post con un pezzo della bella canzone a lei dedicata dagli Assalti Frontali:

"E dall’America alla Turchia

venivano a vedere questa scuola di democrazia

dove gli ultimi e i primi sono fratelli nei viaggi

e i sordi parlano e ci fanno saggi

e culture lontane diventano vicine

e non si chiede il passaporto ai bambini e le bambine"